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Ho trascorso l’infanzia a Leno un piccolo paese della pianura Padana: ero alto circa 115 cm. I miei genitori lavoravano entrambi e io passavo i pomeriggi dopo la scuola nella casa dei nonni paterni. L’edificio, costruito da mio nonno che era muratore, era di forma quadrata e composto da un seminterrato molto basso e un piano rialzato. Io avevo accesso libero a tutto il seminterrato e le ore pomeridiane trascorrevano calme tra compiti a casa, giocattoli e tv. Le finestre del piano basso, strette, lunghe e posizionate troppo in alto per me, facevano entrare, nelle giornate di sole, una luce densa e corposa filtrata dalle tende di cotone grezzo. Il piano rialzato era inaccessibile. Li si trovavano le camere da letto e, soprattutto, la cucina e il soggiorno “buoni”; mai utilizzati dalla famiglia ma sempre pronti all’arrivo di un ospite inatteso. Ogni giorno, finito il pranzo nella cucina bassa, mia nonna “saliva” a passare la lucidatrice sui pavimenti in marmo. Era l’unico momento in cui potevo stare “di sopra”, ben attento a non toccare e sporcare nulla. Qui le finestre erano più grandi ma sempre con le tapparelle abbassate. Le nette linee di luce si posavano sull’enciclopedia mai aperta per non rovinarla, sulle tante ceramiche da spolverare, sul divano dove non ci si poteva sedere. Il wrrrrrroooooom della lucidatrice riempiva tutto. 30 anni dopo ho fotografato quelle stanze, ancora uguali tranne alcuni arredi e soprammobili. L’ho fatto posizionando la macchina ad un’altezza di 115 cm.

I spent my childhood in Leno, a small town in the Po Valley: I was about 115 cm tall. My parents both worked and I spent the afternoons after school with my paternal grandparents. The building, built by my grandfather who was a mason, was square in shape and composed of a very low basement and a mezzanine floor. I had free access to the whole basement and the afternoon hours flowed calmly between homework, play and TV. The windows of the lower floor were narrow, long and placed too high up for me. On sunny days they allowed in a dense light which filtered through the raw cotton curtains.
The mezzanine floor was inaccessible to me.
The bedrooms were there and above all, the “nice” kitchen and living room; never used by the family but always ready for the arrival of an unexpected guest.
Every day, after we had launched in the mezzanine kitchen, my grandmother went upstairs to run the polisher over the marble floors. It was the only time I could stay upstairs, careful not to touch or dirt anything. Here the windows were bigger but the blinds were always pulled down. The sharp lines of light rested on the encyclopaedia which was never opened, so as not to ruin it, on the many pottery pieces to be dusted and on the sofa where one could not sit.
The wrrrrrroooooom of the polisher reverberated everywhere.
30 years later I photographed those rooms, they still looked the same except for some furnishings and knick-knacks.
I did it by positioning the camera at a height of 115 cm.

Cucina Alta – Finestra

Cucina Alta

Soggiorno Alto

Camera Alta

Disimpegno

Bagno Alto

Bagno Alto – Dettaglio

Cucina Bassa

Soggiorno Basso

Bagno Basso

Bagno Basso – Dettaglio

Ufficio

Lavanderia

Dispensa

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SPECIFICATIONS FOR ALL THE IMAGES.
Support: FINE ART SMOOTH MATTE 100% COTTON FIBRE
Dimension: 70 X 100 cm – Date: 08/2018 – Site: LENO – BRESCIA – Edition: 5 PIECES